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	<title>e-potion &#124; blog &#187; legge Gelmini</title>
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	<description>Il B-side di e-potion</description>
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		<title>Legge Gelmini: scontri in Piazza Navona</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 09:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artur</dc:creator>
				<category><![CDATA[Think (pink)]]></category>
		<category><![CDATA[legge Gelmini]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo gli scontri in Piazza Navona, Napolitano: no alle violenze, ma ora ascoltare la protesta
Nel mese di Ottobre, sulla scuola si è aperto un aspro dibattito politico che ha coinvolto il Governo, opposizioni, le parti sociali e i comuni cittadini; perfino il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dedicato molteplici esternazioni riferendosi ai cambiamenti in atto nella scuola, e alle reazioni che tali cambiamenti hanno suscitato nel Paese. (Abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Dopo gli scontri in Piazza Navona, Napolitano: no alle violenze, ma ora ascoltare la protesta</h3>
<p>Nel mese di Ottobre, sulla scuola si è aperto un aspro dibattito politico che ha coinvolto il Governo, opposizioni, le parti sociali e i comuni cittadini; perfino il <a title="gelmini napolitano" href="http://http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_17/gelmini_intervista_847b04a2-9c1f-11dd-962f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</a> ha dedicato molteplici esternazioni riferendosi ai cambiamenti in atto nella scuola, e alle reazioni che tali cambiamenti hanno suscitato nel Paese. (Abbiamo riportato il testo integrale della Legge Gelmini nell&#8217;articolo &#8220;<a title="Legge Gelmini, testo integrale" href="http://www.e-potion.com/sito/blog/2008/10/legge-gelmini/" target="_blank">Legge Gelmini</a>&#8220;).</p>
<p>// &#8211;&gt; // &#8211;&gt; // &#8211;&gt; // &#8211;&gt; // &#8211;&gt; // &#8211;&gt;</p>
<p>Questo dibattito si è inaugurato con le vigorose proteste nei confronti della &#8220;Riforma Gelmini&#8221;, dal nome del ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, annunciata a ciel sereno dal Governo <a title="berluscono gelmini" href="http://http://www.forzaitalia.it/" target="_blank">Berlusconi</a> e concepita come Decreto di Legge inserito nella <a title="gelmini finanziaria" href="http://http://politica.excite.it/news/9941/Governo-approvata-la-Finanziaria-2009" target="_blank">Finanziaria 2009</a>. Quindi, assente nel programma elettorale, e imposta senza dibattito parlamentare.</p>
<p>Una parte dei cittadini direttamente interessati dalla <a title="Gelmini Legge" href="http://http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106" target="_blank">Legge Gelmini</a>, tra loro studenti, dirigenti scolastici, insegnanti, ricercatori e anche i genitori, si sono uniti dando vita a varie forme di protesta più o meno concertata: mobilitazione di massa, blocco della didattica, lezioni per strada, occupazioni di istituti, cortei nelle piazze, fino allo sciopero generale della scuola dello scorso 30 Ottobre. Il fronte anti-Gelmini, nato non politicizzato e da subito imponente,  ha dimostrato pacificamente le proprie idee contro alcuni punti della riforma; in particolare, il ripristino del maestro unico alle elementari e i tagli ai fondi destinati alla pubblica istruzione. Tuttavia, la cronaca ha anche registrato certe manifestazioni di prepotenza: dall&#8217;occupazione di binari nella stazioni, all&#8217;impedimento delle attività in quegli istituti che non hanno sospeso le lezioni in concomitanza di scioperi o marce cittadine. L&#8217;episodio più eclatante, ripreso da tutti i media e oggetto di discussione parlamentare, è rappresentato dagli <strong><a title="Adn Kronos - Scontri in piazza Navona" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2653791689" target="_blank">scontri di </a><a title="Adn Kronos - scontri a Piazza Navona" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2653791689" target="_blank">Piazza Navona</a></strong> a Roma, il 29 Ottobre, di fronte al Senato.</p>
<p><span id="more-26"></span>Proprio mentre in aula passava la Legge Gelmini, due gruppi politicizzati, il Blocco Studentesco di area destra, e un gruppo di sinistra che comprendeva militanti dei Centri Sociali, si sono affrontati finendo per menarsi. I colpi di mazza hanno ricordato l&#8217;eco degli <a title="scontri anni '70" href="http://http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/31/Scontri_tra_studenti_Ritorna_clima_co_9_081031114.shtml" target="_blank">anni &#8216;70</a>, quando le università erano trincee politicizzate e le piazze campi di battaglia.</p>
<p style="center;"><img style="5px;" src="http://www.e-potion.com/img/blog/scontri-piazza-navona.jpg" alt="Gli scontri in Piazza Navona evocano recenti episodi di violenza" width="400" height="300" /></p>
<p><a title="Scontri Repubblica" href="http://http://newscontrol.repubblica.it/tag/italia" target="_blank">Repubblica </a>ricostruisce gli <a href="http://http://www.youtube.com/watch?v=naPACZItryE&amp;feature=related" target="_blank">scontri di Piazza Navona </a>e attribuisce le responsabilità degli aggressori, gli studenti di sinistra, e sottolinea la malafede di chi, pur subendo un&#8217;aggressione, ha reagito disponendo di spranghe a portata di mano. <a title="Protesta Battista" href="http://http://www.corriere.it/editoriali/08_ottobre_31/editoriale_questi_fantasmi_86bf7946-a714-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml" target="_blank">L&#8217;editoriale di Pierluigi Battista </a>sul Corriere della Sera del 31 Ottobre sottolinea come non si può regalare questa protesta di piazza, civile nei toni, a 300 violenti. Nessuno chiede una nuova stagione di rivoluzione e repressione: non le Istituzioni, benchè il Premier Silvio Berlusconi abbia, incautamente, minacciato la Polizia nelle scuole salvo poi ritrattare; non chi è sceso in piazza, visto che la maggioranza ha manifestato il proprio disaccordo nei limiti costituzionali; non il Paese, che ormai ha elaborato gli anni di piombo e ha ancora negli occhi la follia di <a title="Scontri Genova" href="http://http://www.repubblica.it/dossier/genova/index.html" target="_blank">Genova 2001</a>. Se la protesta si radicalizzerà, le ragioni si confonderanno con lo starnazzare di un&#8217;aia in preda alla tensione.</p>
<p>La scuola è un settore troppo importante per il futuro di qualsiasi Paese perchè i violenti ne condizionino la sorte; i dati <a title="Gelmini OSCE" href="http://http://www.newstin.it/rel/it/it-010-000738647" target="_blank">OSCE</a> su quella italiana, poi, sono desolanti. A leggerli, in risposta ci si attenderebbe un nuovo patto formativo; invece la Legge Gelmini, a detta di molti, non rinnova nulla, ed è essenzialmente un capitolo di una manovra finanziaria approvata dal Consiglio dei Ministri in nove minuti! Si spiegherebbe così l&#8217;assenza di ogni confronto pubblico e tecnico sulle scelte fatte. Molti temono che il Governo metterà mano all&#8217;Università in questo stesso modo: riforme guidate dalla regola del far quadrare i conti dello Stato a costo di trascurare le reali necessità degli atenei e i loro problemi.</p>
<p>Studenti, insegnanti e rettori hanno affidato personalmente al Presidente della Repubblica il mandato di difendere la loro causa di fronte al Governo, ma Giorgio Napolitano ha mantenuto la distanza che la sua veste impone; non ha dato nessun giudizio sulla Legge Gelmini, anzi, ha ammonito che &#8220;non si può solo protestare&#8221;. Tuttavia, il solo gesto di raccoglierle, ha innalzato le proteste, investendole di dignità. Di fronte alle violenze, però, ieri ha messo tutti di fronte alle proprie responsabilità: &#8220;<a title="Napolitano sugli scontri in Piazza Navona" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302680" target="_blank">Gli scontri di piazza Navona</a> sono il segnale dei rischi che il movimento studentesco corre, [...] ma non sono l&#8217;immagine, la rappresentazione vera di questa grande massa di studenti che si e&#8217; messa in agitazione.&#8221;</p>
<p>Durante il Governo Prodi il <a title="Legge bersani" href="http://http://www.jurislab.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=366" target="_blank">DDL sulle Liberalizzazioni </a>venne rivisto perchè i tassisti si misero di traverso sulla strada e da lì non si mossero, fino a quando l&#8217;allora Ministro Bersani tolse i provvedimenti che intaccavano la loro corporazione. Dal 29 di Ottobre, la Gelmini è Legge a tutti gli effetti, questo nonostante nelle piazze si siano riversate centinaia di migliaia di persone. Si parla già di Refereundum per abrogarla, anche se i <a title="Gelmini Radicali" href="http://http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=5890&amp;Itemid=53" target="_blank">Radicali</a> spiegano che sarebbe tecnicamente difficile, visto che è un testo accorpato alla Finanziaria 2009. Allora che cosa ne sarà di questa protesta, &#8220;ampia e tumultuosa&#8221;, come l&#8217;ha definita il Presidente della Repubblica? Basterà aver riportato l&#8217;attenzione attorno all&#8217;istruzione e le sue urgenti questioni? Basterà aver chiarito che per una riforma vera e strutturale di Scuola e Università serve un confronto tra tutte le parti in gioco, senza pregiudiziali? Basterà aver riassaporato i peggiori giorni della nostra Storia Repubblicana perchè tutto rimanga entro i confini democratici? Si spera solo che questi primi due mese di scuola abbiamo insegnato a tutti qualcosa, e che diventino lezione per il prossimo futuro. <strong><em>Cristiano Arienti per e-potion</em></strong></p>
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		<title>Legge Gelmini</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 08:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Think (pink)]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[legge Gelmini]]></category>
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		<category><![CDATA[testo integrale legge Gelmini]]></category>
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		<description><![CDATA[Il testo della Legge Gelmini: riforma della scuola, in quale direzione?
Ci infiliamo oggi in un vero ginepraio, perchè è un argomento che interessa tutti e di cui tutti parlano: la riforma di Legge Gelmini, così chiamata perchè abbinata al nome del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. La Legge Gelmini è l&#8217;oggetto di scontro fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il testo della Legge Gelmini: riforma della scuola, in quale direzione?</h3>
<p>Ci infiliamo oggi in un vero ginepraio, perchè è un argomento che interessa tutti e di cui tutti parlano: la riforma di Legge Gelmini, così chiamata perchè abbinata al nome del Ministro della Pubblica Istruzione <a title="Mariastella Gelmini Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mariastella_Gelmini" target="_blank">Mariastella Gelmini</a>. La <a title="Legge Gelmini - Repubblica" href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini/anticipo-riforma/anticipo-riforma.html" target="_blank">Legge Gelmini</a> è l&#8217;oggetto di scontro fra maggioranza ed opposizione&#8230;oltre che fra <a title="Proteste delle scuole di Milano contro la legge Gelmini" href="http://www.02blog.it/post/3555/riforma-gelmini-la-mappa-della-scuole-che-protestano-a-milano" target="_blank">studenti e forze dell&#8217;ordine</a> qualche giorno fa.<br />
Come spesso accade in Italia, i telegiornali offrono agli spettatori emozioni confezionate anzichè approfondimenti (o vogliamo chiamare approfondimento la nota di <a title="Giuliano Torlontano - nota sulla legge Gelmini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/TG5" target="_blank">Giuliano Torlontano</a>?!) con la conseguenza che la discussione diventa ideologica e dimentica i fatti.</p>
<p>La prima cosa da fare allora è leggere il contenuto della Legge Gelmini: per chi ha pazienza riportiamo il testo integrale (in fondo all&#8217;articolo) per chi non ne ha tentiamo una sintesi non di parte.</p>
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<p><a title="Google News Legge Gelmini" href="http://news.google.it/news?q=Legge+Gelmini+di+riforma+della+scuola&amp;ie=UTF-8&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;resnum=1&amp;ct=title" target="_blank">La Legge Gelmini di riforma della scuola</a> prevede in sintesi:</p>
<ul>
<li> il ritorno alle valutazioni in decimi</li>
<li>la reintroduzione del voto in condotta come elemento decisivo per la promozione dello studente</li>
<li> l&#8217;adozione di libri di testo che mantengano le edizioni invariate per almeno 5 anni</li>
<li>la reintroduzione del maestro unico alle elementari.</li>
<li>Provvedimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per la riduzione dei corsi universitari</li>
</ul>
<p>Trovate un <a title="Riepilogo legge Gelmini - Repubblica" href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini-2/piano-riforma/piano-riforma.html" target="_blank">riepilogo ben fatto anche su Repubblica</a>, mentre se interessati ad approfondire, il <strong>testo della Legge Gelmini</strong>, la versione integrale è <a href="#testogelmini">qui sotto</a> .</p>
<p>L&#8217;aspetto che ha provocato maggiori discussioni in merito alla Legge Gelmini è la reintroduzione del maestro unico, perchè comporta ovviamente un taglio di posti di lavoro. In generale però<br />
la discussione si è estesa ai tagli previsti (in questo caso anche e soprattutto dalla finanziaria, più che dalla riforma Gelmini) per scuole ed Università.</p>
<p>Le ragioni delle parti sono presto esposte: chi contesta il Governo e la Legge Gelmini punta il dito contro i tagli alla scuola e all&#8217;istruzione, e ventila il rischio che a lungo andare questo progetto favorisca gli istituti privati&#8230;e chi se li può permettere!</p>
<p>Di contro il Ministro Gelmini difende la Legge e risponde con i numeri di una scuola che impegna il 97% delle proprie risorse per pagare stipendi (bassi) e mantenere corsi universitari poco frequentati (alcuni con un solo iscritto).</p>
<p>Come sempre accade ci sono elementi di verità in entrambe le posizioni: il rischio che un Governo di destra all&#8217;italiana, guidato dai soliti soloni senza futuro porti a un Paese a due velocità (pubblico e privato) c&#8217;è sia per la scuola sia per la sanità. D&#8217;altra parte, al di là delle ideologie, la scuola italiana non funziona bene. Siamo in duecentesima posizione nei test di lettura su studenti di 15 anni, abbiamo gli stessi laureati del Cile e credo che tutti avremmo qualcosa da dire circa la nostra esperienza scolastica!</p>
<p>Al di là delle ideologie, ci tengo a fare qualche considerazione assolutamente personale a ragion veduta, cioè dopo aver letto il testo integrale della legge Gelmini:</p>
<ul>
<li>1.300.000 persone impiegate nella scuola sono uno sproposito: è il 2% della popolazione, anziani e infanti compresi!</li>
<li>queste persone non hanno colpa degli errori di quarant&#8217;anni di politica in Italia e il loro lavoro va rispettato in ogni caso</li>
<li>i professori devono essere incentivati e premiati quando meritano</li>
<li>non si può continuare a fare populismo, certe scelte dei sindacati hanno rovinato il Paese: le graduatorie infinite, i mega-esami da un milione di candidati alla ricerca del posto fisso &#8211; e possibilmente comodo &#8211; sono cose da terzo mondo: quella che ne deriva non è scuola ma un&#8217;arca di Noè.</li>
<li>la scuola pubblica va preservata e migliorata, i tagli non si possono fare sulla testa degli studenti che devono imparare e dei ragazzi che hanno bisogno di sostegno nell&#8217;apprendimento.</li>
</ul>
<p>Dico queste cose con passione e in prima persona, con l&#8217;esperienza di chi nella scuola italiana s&#8217;è laureato e ne ha visto il buono ed il meno buono, la fatica ad andare avanti di insegnanti meravigliosi che ancora oggi ringrazio, e la pigrizia ingiustificabile di insegnanti raccomandati e senza stima per la propria professione.</p>
<p>Per finire, casualmente proprio ieri sono tornato alla Statale di Milano a mangiare una focaccia seduto nel cortiletto vicino al dipartimento di Filosofia a me caro, quasi come volessi inconsciamente essere presente in questo momento difficile. La schiena contro una colonna, di fronte a me una bella ragazza &#8211; mia amica &#8211; contro un&#8217;altra colonna, un panino e una bottiglietta d&#8217;acqua da mezzo in mano. Attorno a noi studenti che discutono, giocano a carte, fumano e uno striscione con una scritta in rosso. Fuori dalla Statale, forze dell&#8217;ordine che con sapienza sorvegliano senza aizzare. Nei bar il solito viavai di ragazzi e il vociare confuso dell&#8217;ora di pranzo. Nella segreteria una piccola coda. Ho amato la Statale e da sempre penso che la scuola sia la base di tutto, spero che al di là della legge Gelmini, lo studio sia un diritto garantito e che in futuro non si pensi solo a preparare dirigenti ed impiegati, ma a formare soprattutto persone, capaci di pensare.<br />
<a name="testogelmini"></a></p>
<h4>Il testo integrale della Legge Gelmini:</h4>
<p>Ddl Camera 1634 -A- Conversione in legge del decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università.</p>
<p><strong>Articolo 1.</strong><br />
Cittadinanza e Costituzione).</p>
<p>1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.</p>
<p>1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.<br />
2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.</p>
<p><strong>Articolo 2.</strong><br />
(Valutazione del comportamento degli studenti).<br />
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.</p>
<p>1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.</p>
<p>2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.<br />
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Articolo 3.</strong><br />
(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti).<br />
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.<br />
1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.;<br />
al comma 2, le parole: è espressa in decimi sono sostituite dalle seguenti: nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.<br />
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.<br />
3. Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.<br />
3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:<br />
4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi.<br />
4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato;<br />
al comma 5, dopo le parole: degli studenti sono inserite le seguenti:, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni.<br />
5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Articolo 4.</strong><br />
(Insegnante unico nella scuola primaria).<br />
1. Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.<br />
2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovutoall’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.<br />
2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.<br />
2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.</p>
<p><strong>Articolo 5.</strong><br />
Adozione dei libri di testo).</p>
<p>1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avvienecnella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.</p>
<p>Articolo 5-bis<br />
(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).</p>
<p>1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.<br />
2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.<br />
3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corsodi laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.</p>
<p><strong>Articolo 6.</strong><br />
(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria).<br />
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.<br />
2. Le disposizioni di cui al comma i si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Articolo 7.</strong><br />
(Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia).<br />
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:<br />
«433. Al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato».</p>
<p>Articolo 7-bis.<br />
Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).<br />
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.<br />
2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1o luglio 1986 n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.<br />
3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.<br />
4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4 commi 5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità,qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.<br />
5. Il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.<br />
6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.<br />
7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro dell’economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.<br />
<strong>Articolo 8.</strong><br />
(Norme finali).<br />
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.<br />
1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.<br />
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.</p>
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